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Raddoppio di Montale, Rifondazione Comunista: "Non è un obbligo di legge"

La federazione pistoiese di Rifondazione Comunista contesta le dichiarazioni del direttore di ATO Centro sul raddoppio dell'impianto di Montale.

Montale monumento ai caduti
Foto d'archivio · Foto Patrizio Venturi / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • Il partito propone impianti di recupero materia, tariffa puntuale e rafforzamento di ARPAT come alternative al raddoppio

La federazione di Pistoia di Rifondazione Comunista, insieme ai circoli della Piana di Agliana, Montale e Quarrata, interviene sul futuro del termovalorizzatore di Montale dopo l'audizione del direttore di ATO Toscana Centro, Dario Baldini, tenutasi al Comune di Pistoia il 7 ottobre 2026.

Secondo quanto riportano gli esponenti del partito, nel corso dell'audizione il direttore dell'ATO Toscana Centro Dario Baldini ha dichiarato che "L'autosufficienza è un requisito richiesto dalla legge, quindi Montale va raddoppiato e ne servono altri due", riferendosi alla necessità di nuovi impianti oltre al raddoppio di quello già esistente.

Le tre obiezioni di Rifondazione Comunista

Il primo punto riguarda l'interpretazione della normativa europea. Secondo il partito, la Direttiva UE 2008/98 e il Piano Regionale Toscana indicano che l'autosufficienza si raggiunge seguendo l'ordine: prevenzione, riuso, riciclo, recupero di materia, recupero di energia e infine discarica, mentre Baldini partirebbe dall'inceneritore invertendo questa gerarchia. Sui numeri, Rifondazione cita il dato della differenziata toscana, pari al 69,71% nel 2024, e calcola che il Rifiuto Urbano Residuo nell'intero ATO Centro ammonti a 259.922 tonnellate, di cui 47.000 già bruciate a Montale.

Il secondo punto riguarda i controlli ambientali. Il partito richiama una nota della RSU di ARPAT del 29 settembre 2026, secondo cui l'agenzia regionale opererebbe con gli stessi finanziamenti di 10 anni fa a fronte del 25% di inflazione e con laboratori privi di strumentazione adeguata. Rifondazione sottolinea inoltre che le diossine, a differenza di NOx e polveri monitorati in continuo, si misurano due volte l'anno per sei ore.

Il terzo rilievo riguarda il ruolo di ATO Centro, che secondo il partito si troverebbe in una posizione di controllore e controllato, essendo al tempo stesso l'ente che decide il piano, affida il servizio al gestore e determina le tariffe.

La proposta alternativa

La federazione pistoiese di Rifondazione Comunista propone, in alternativa al raddoppio, la realizzazione di impianti di recupero di materia, l'introduzione di una tariffa puntuale con agevolazioni per chi fa realmente la raccolta differenziata e il rafforzamento di ARPAT.

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