Panapesca licenzia tre lavoratori, la Filcams Cgil chiede il ritiro
La Filcams Cgil Pistoia-Prato contesta i licenziamenti nello stabilimento ittico e chiede un tavolo di confronto con l'azienda.

- Panapesca ha comunicato il licenziamento di 3 lavoratori dello stabilimento di Massa e Cozzile
- L'azienda motiva la decisione con la chiusura del reparto di vendita del pesce fresco
- A giugno nello stesso reparto era stato proclamato uno sciopero su temi di sicurezza e igiene
- La Filcams Cgil chiede il ritiro dei licenziamenti e l'apertura di un tavolo di confronto
Tre lavoratori dello stabilimento Panapesca di Massa e Cozzile hanno ricevuto comunicazione formale di licenziamento. L'azienda, specializzata nella lavorazione e commercializzazione di prodotti ittici, giustifica la scelta con un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura del reparto dedicato alla vendita del pesce fresco. Lo rende noto la Filcams Cgil Pistoia-Prato, che ha diffuso una nota per contestare la decisione aziendale.
Secondo il sindacato, il provvedimento arriva a distanza di pochi mesi da una fase di tensione nello stesso reparto: lo scorso 10 giugno le condizioni di lavoro avevano portato all'apertura di uno stato di agitazione e alla successiva proclamazione di uno sciopero, con richieste che riguardavano la salute e la sicurezza sul lavoro e il rispetto delle procedure di igiene degli alimenti. Secondo la Filcams Cgil, i licenziamenti colpirebbero proprio lavoratori che nei mesi precedenti avevano chiesto il rispetto delle normative.
"Riteniamo inaccettabile la decisione aziendale di ricorrere al taglio di posti di lavoro come prima ed unica soluzione, senza un reale confronto preventivo sull'attivazione di strumenti alternativi volti al mantenimento dei livelli occupazionali", dichiara la Filcams Cgil, aggiungendo che non possono essere sempre i lavoratori a pagare il prezzo di strategie aziendali e processi di riorganizzazione che mirano al mero profitto, senza guardare all'impoverimento del lavoro nell'attuale fase economico-sociale.
Il sindacato chiede quindi "l'immediato ritiro dei licenziamenti con effetto retroattivo e l'apertura urgente di un tavolo di confronto per l'avvio di un percorso condiviso con il ricorso ad ammortizzatori sociali e strumenti di riqualificazione professionale". In assenza di aperture da parte dell'azienda, la Filcams Cgil annuncia che, oltre all'assistenza legale ai lavoratori coinvolti, attiverà tutte le azioni necessarie a loro tutela.
Lo stabilimento di Massa e Cozzile, storica sede del gruppo Panapesca in provincia di Pistoia, è già stato in passato al centro di vertenze occupazionali che hanno coinvolto decine di dipendenti tra il 2013 e il 2014, legate a procedure di mobilità e ristrutturazione del reparto produttivo. Al momento l'azienda non ha fornito una propria versione dei fatti sulla vicenda attuale.



