La carta di Pescia e il distretto cartario: cosa resta oggi
Da centro cartario più importante della Toscana a museo riconosciuto dalla Regione: la storia della carta di Pescia e quello che resta del distretto.

- La prima cartiera a Pescia risale al 1481; nell'Ottocento la città diventa il centro manifatturiero cartario più importante della zona
- La Cartiera Le Carte di Pietrabuona, attiva fino al 1992, oggi è sede del Museo della Carta, riconosciuto dalla Regione Toscana nel 2021
- Dal 2018 l'Impresa Sociale Magnani produce di nuovo carta a mano filigranata con lo storico marchio Enrico Magnani Pescia
- La Gipsoteca Libero Andreotti di Pescia ha ottenuto un finanziamento di 14.655,18 euro tra fondi ministeriali e regionali
Pescia, dal Medioevo a oggi, ha legato gran parte della propria identità economica alla lavorazione della carta. Un'attività che ha segnato il paesaggio, l'economia e il lavoro della valle del torrente Pescia e di cui restano oggi tracce concrete: un museo riconosciuto dalla Regione Toscana, un archivio storico e un'azienda che ha ripreso a produrre carta fatta a mano con il marchio che fu dei Magnani.
Dalle origini medievali al primato ottocentesco
Le origini dell'industria cartaria pesciatina, secondo la ricostruzione diffusa da Visit Tuscany, affondano "con molta probabilità" in epoca medievale, ma le date certe partono dal Quattrocento: le origini del XV secolo, la prima cartiera è del 1481. Nei secoli successivi il settore cresce fino a un vero primato territoriale: alla metà del XVIII secolo Pescia contava molte più cartiere di Colle Val d'Elsa, che all'epoca deteneva il primato della produzione, divenendo poi nell'Ottocento il centro più importante dell'attività manifatturiera cartaria.
Alla base di questa fioritura ci sono le risorse naturali della valle: di fondamentale importanza fu il torrente Pescia di cui si poté sfruttare l'energia delle acque, incanalate in un sistema di "gore". Nelle cartiere lavoravano e vivevano intere famiglie, che si formavano in vere e proprie società chiuse, al fine di custodire gelosamente i segreti di produzione. Non distante, nella stessa area, si sviluppava anche il mercato dei fiori di Pescia, altra attività storica che ha contribuito a definire l'identità economica della Valdinievole, spesso raccontata separatamente dalla tradizione cartaria ma cresciuta sullo stesso territorio.
Il Novecento porta una battuta d'arresto amministrativa che pesa anche sul settore: secondo la ricostruzione pubblicata da Luccaimprese, la nuova suddivisione geografica imposta dal regime nel 1928, con il passaggio della Val di Nievole, Pescia compresa, nella costituenda provincia di Pistoia, portò negli anni cinquanta le industrie della carta e cartotecnica a scendere a 88 con circa 1.180 occupati, prima di una nuova ripresa: già nel 1957 le aziende cartarie erano salite a 134.
La cartiera Le Carte diventa museo
Il luogo simbolo di questa storia è la Cartiera Le Carte, a Pietrabuona, frazione a circa tre chilometri da Pescia. L'edificio fu costruito nel 1712 e ampliato nel 1725 dalla famiglia Ansaldi che, nel 1825, lo cedette ad Agostino Calamari. Nel 1860 arriva la svolta industriale: fu acquistato dalla famiglia Magnani che ne fece il centro della sua ascesa nel panorama imprenditoriale italiano dell'epoca. La produzione, sempre esclusivamente a mano, prosegue per oltre due secoli: l'opificio ha prodotto dalla sua costruzione fino al 1992, anno in cui la cartiera ha cessato l'attività, esclusivamente carta fatta a mano.
Da quella chiusura nasce il recupero museale. Nel 1996 si costituisce l'Associazione Museo della Carta di Pescia Onlus, che nel 2004 acquista l'opificio, sottoposto a vincolo della Soprintendenza delle Belle Arti di Firenze già nel 1996. Il patrimonio conservato è consistente: il museo conserva circa 7.000 pezzi fra forme filigranate da carta, cere da filigrana, punzoni, teli metallici e timbri e 600 metri lineari di documenti relativi alle Antiche cartiere Magnani di Pescia che costituiscono l'Archivio storico Magnani. Nel 2021 arriva il riconoscimento istituzionale: il museo è stato riconosciuto Museo di rilevanza regionale dalla Regione Toscana ed inserito nel Sistema museale nazionale.
Un'azienda che produce ancora carta a mano
Il distretto non è solo memoria. Dal 2018 l'Impresa Sociale Magnani produce carta fatta a mano filigranata utilizzando lo storico marchio "Enrico Magnani Pescia", in collaborazione con il museo, a dimostrazione che il sapere artigianale pesciatino non si è del tutto interrotto.
La Gipsoteca Andreotti, fondi freschi per i musei di Pescia
Il patrimonio culturale di Pescia riceve in questi giorni un altro segnale di attenzione istituzionale, questa volta sulla Gipsoteca "Libero Andreotti". Secondo quanto riportato da Report Pistoia, la Gipsoteca si aggiudica un finanziamento complessivo di 14.655,18 euro, frutto della combinazione tra i fondi ministeriali e quelli della Regione Toscana. Nel dettaglio, attraverso il bando destinato ai "Piccoli Musei" promosso dal Ministero della Cultura, la struttura pesciatina ha ottenuto un contributo di 4.100 euro che permetterà la realizzazione e il rinnovo di una parte delle didascalie dell'intero percorso espositivo, mentre a questo contributo statale si aggiungono 10.555,18 euro assegnati al Museo "Libero Andreotti" direttamente dalla Regione Toscana nell'ambito dell'avviso pubblico per i musei ed ecomusei di rilevanza regionale, risorse destinate a sostenere mostre e attività espositive.
Informazioni pratiche
Il Museo della Carta di Pescia si trova in Via Mammianese Nord 229-231, a Pietrabuona (Pescia). Gli orari pubblicati dal Ministero della Cultura indicano: lunedì, mercoledì e sabato dalle 10:00 alle 18:00, mentre martedì, giovedì e venerdì l'accesso è su prenotazione; la domenica il museo è chiuso. Per informazioni e prenotazioni il recapito è lo 0572 408432.



