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Pistoia, la minoranza del Pd contesta la segreteria comunale

Un documento firmato da venti iscritti critica il ruolo marginale riservato all'area che sostenne Capecchi alle primarie e il doppio incarico della segretaria Bottacci.

Pistoia: Palazzo Comunale (xilografia di Giuseppe Barberis).
Foto Giuseppe Barberis / Wikimedia Commons, Public domain
In breve
  • Documento firmato da venti persone al termine dell'assemblea comunale del Pd di lunedì sera
  • Contestato il ruolo marginale della componente che sostenne Capecchi alle primarie
  • Criticata la coincidenza tra ruolo di segretaria comunale e capogruppo in consiglio, attribuita a Irene Bottacci
  • Il documento chiede un rinnovamento in vista del prossimo congresso cittadino

PISTOIA – Un gruppo di venti iscritti del Partito Democratico pistoiese ha depositato un documento critico nei confronti della segreteria comunale guidata da Irene Bottacci, al termine dell'assemblea comunale del partito svoltasi lunedì sera. Il testo arriva a due giorni da un'intervista rilasciata dalla stessa Bottacci a un altro giornale cittadino.

Il documento contesta in particolare il ruolo che viene definito marginale riservato alla componente del partito che aveva sostenuto Giovanni Capecchi alle primarie del centrosinistra. Tra i rilievi anche quello rivolto direttamente alla segretaria Bottacci, alla quale si contesta la sovrapposizione tra l'incarico di segretaria comunale e quello di capogruppo del Pd in consiglio comunale: una condizione che i firmatari definiscono comprensibile solo come fase transitoria, ma non come assetto da consolidare nel tempo.

Nel testo, i firmatari rivendicano il contributo dato dall'area che aveva puntato sulla candidatura civica di Capecchi alla costruzione della vittoria del centrosinistra, sostenendo che la mobilitazione alle primarie abbia coinvolto quasi diecimila pistoiesi. Secondo il documento, da quando esiste il Pd a Pistoia non era mai accaduto che la maggioranza interna governasse il partito escludendo la minoranza dalla partecipazione agli organismi esecutivi.

I firmatari chiedono che le assemblee comunali tornino a essere luoghi regolari di confronto politico e indicano nel prossimo congresso cittadino un passaggio cruciale, da non ridurre a un semplice conteggio delle correnti. Tra i temi che il documento chiede di affrontare: le trasformazioni della città, le politiche di genere, un piano territoriale degli orari, le politiche ambientali e sociali.

Il documento è firmato, tra gli altri, da Simone Fragai, Valentina Noligni, Lorenzo Boanini, Linda Cecchi, Matteo Giusti, Benedetta Bucci, Massimo Vannuccini, Sara Landini, Andrea Brachi, Isabella Noci, Riccardo Trallori e altri otto iscritti.

Il contesto

Il risultato delle primarie di coalizione del 12 aprile aveva visto Capecchi prevalere con il 56,2% dei voti contro il 43,8% ottenuto da Stefania Nesi, su un totale di 9.370 votanti. Capecchi è poi diventato sindaco di Pistoia al primo turno delle elezioni amministrative di fine maggio. Nella giunta comunale insediata l'11 giugno, il Pd ha ottenuto quattro assessorati, tra cui la vicesindacatura affidata a Stefania Nesi.

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