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Emergenza casa, flash mob di Rifondazione Comunista a Pistoia e Pescia

La Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista denuncia l'azzeramento del Fondo per l'affitto e chiede il blocco degli sfratti senza alternativa abitativa.

Pescia, piazza Giuseppe Mazzini
Foto d'archivio · Foto Mongolo1984 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Flash mob a Pistoia e Pescia per la Giornata internazionale sfratti zero
  • Slogan: "Soldi per la casa e non per la guerra"
  • Denunciato l'azzeramento del Fondo nazionale per il sostegno all'affitto e la morosità incolpevole
  • A livello nazionale oltre 40.000 sfratti l'anno, il 90% per morosità incolpevole

PESCIA — In occasione della Giornata internazionale sfratti zero, la Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea ha organizzato una serie di flash mob di sensibilizzazione a Pistoia e a Pescia per richiamare l'attenzione sull'emergenza abitativa che, secondo il partito, colpisce anche la provincia pistoiese.

L'iniziativa, intitolata «Soldi per la casa e non per la guerra», mette in discussione le scelte di bilancio nazionali ed europee, contestando le risorse destinate agli armamenti a scapito delle misure di sostegno sociale. Al centro della protesta, in particolare, l'azzeramento del Fondo nazionale per il sostegno all'affitto e per la morosità incolpevole, una decisione che secondo Rifondazione Comunista priva gli enti locali di strumenti essenziali per aiutare le fasce più deboli della popolazione.

Il partito inquadra la situazione pistoiese all'interno di un quadro nazionale più ampio: si contano oltre 40.000 nuovi provvedimenti di sfratto emessi ogni anno, quasi per il 90% legati a morosità incolpevole dovuta a disoccupazione o bassi salari e decine di migliaia di pignoramenti sulle prime case.

Dalla protesta sono emerse diverse richieste rivolte alle istituzioni: il blocco delle esecuzioni di sfratto senza un passaggio sicuro da un'abitazione all'altra, il rifinanziamento immediato dei contributi per l'affitto, la riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente non assegnati e un impegno vincolante per Comuni e proprietà immobiliari affinché una quota del patrimonio abitativo venga destinata all'edilizia pubblica.

L'iniziativa si inserisce in una giornata di mobilitazione diffusa a livello nazionale, con cui diverse realtà politiche e sociali chiedono interventi strutturali sul fronte abitativo, a fronte di un aumento delle difficoltà economiche delle famiglie nel sostenere il pagamento dei canoni di locazione.

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