Pistoia, Confcommercio su Tari dehors: "No deroghe ma più attenzione alle imprese"
Confcommercio Pistoia chiede al Comune di rivalutare riduzioni e sanzioni sugli accertamenti Tari relativi ai dehors, senza chiedere deroghe ai tributi dovuti.

- Esempio concreto: una cartella da circa 22mila euro potrebbe scendere fino a circa 7.500 euro più interessi con le riduzioni richieste
PISTOIA – Confcommercio torna sulla questione degli accertamenti Tari relativi ai dehors delle attività commerciali pistoiesi, chiarendo di non aver mai messo in discussione il dovere di pagare i tributi né di aver chiesto trattamenti di favore per la categoria. L'associazione spiega di aver cercato, nel confronto con l'amministrazione comunale, soluzioni che tenessero conto delle circostanze in cui si sono trovate le imprese coinvolte e dell'impatto economico di un accertamento di massa su più annualità.
Il punto, infatti, non è sottrarsi agli obblighi tributari, sostiene l'associazione, ma valutare se sussistano i presupposti per l'annullamento o una riduzione delle sanzioni tenendo conto della buona fede degli esercenti e delle modalità con cui sono stati informati dei propri obblighi. "Ci fa piacere apprendere della nuova informativa che accompagnerà le future autorizzazioni per i dehors, ma questa iniziativa non è d'aiuto per le imprese che hanno già ricevuto gli accertamenti e che oggi si trovano a dover affrontare esborsi rilevanti – afferma Confcommercio – La domanda che lecitamente sorge è se le imprese siano considerate un valore, oppure no."
Il primo aspetto sollevato riguarda l'applicazione della tariffa TARI ridotta alle attività che hanno presentato l'autocertificazione prevista per ottenere l'agevolazione, verificando che la riduzione venga riconosciuta anche alle superfici dei dehors emerse in sede di accertamento.
Il secondo punto riguarda le sanzioni: "La modulistica relativa alla concessione per l'occupazione del suolo pubblico richiamava il Canone unico patrimoniale, senza fornire indicazioni altrettanto chiare e complete sugli ulteriori adempimenti TARI", sostiene Confcommercio, chiedendo quindi la possibilità di annullare le sanzioni per l'errore in cui i contribuenti potrebbero essere stati indotti.
Per mostrare la portata economica della questione, l'associazione riporta il caso di una cartella da circa 22mila euro notificata a un associato. Le simulazioni indicano importi diversi a seconda degli scenari applicati:
| Scenario | Importo finale |
|---|---|
| Riduzione del 50,5% con sanzione al 100% per omessa denuncia | poco più di 11.000 euro |
| Riduzione del 50,5% con derubricazione a sanzione per infedele denuncia al 50% | circa 9.278 euro |
| Riduzione del 50,5% con cancellazione delle sanzioni | circa 7.500 euro, oltre agli interessi legali |
"Si sta parlando di cifre importanti, che possono fare la differenza per un'attività, non è possibile liquidare il tutto richiamando l'assenza di discrezionalità politica", commenta Confcommercio.


