Confesercenti: l'annullamento dei mercati per allerta arancione danneggia gli ambulanti
Confesercenti e ANVA Pistoia denunciano i danni economici per l'annullamento di mercati e fiere durante l'allerta arancione e chiedono ristori alla Regione.

- La questione è stata portata all'attenzione della Regione Toscana per ottenere ristori
PISTOIA – L'allerta meteo arancione diramata nei giorni scorsi non ha causato particolari criticità sul territorio provinciale, ma ha comunque fatto scattare l'annullamento di mercati e fiere. Una prassi che Confesercenti giudica ormai insostenibile per la categoria degli ambulanti.
Secondo quanto denuncia l'associazione, i mercati di Bottegone, nel comune di Pistoia, e di Montecatini Terme sono stati annullati già dalla tarda serata precedente all'allerta, quando le condizioni meteo si sono poi rivelate, verificato nella mattinata successiva, tutt'altro che proibitive per lo svolgimento delle attività.
"Non può e non deve esserci un automatico annullamento di mercati e fiere ogni qualvolta arriva un allerta arancione", sottolinea Confesercenti, segnalando come la situazione verificata non fosse incompatibile con lo svolgimento dei mercati.
A intervenire è anche Michele Coppelli, presidente di ANVA Pistoia, l'associazione di categoria degli ambulanti aderente a Confesercenti. Coppelli ribadisce il senso di responsabilità degli operatori sulla sicurezza pubblica, ma denuncia "comportamenti difformi tra territori anche adiacenti, operatori avvertiti all'ultimo secondo", con conseguenze dirette per chi vende merce deperibile e si trova costretto a buttarla senza alcun risarcimento.
Tra i danni elencati dall'associazione: perdite economiche dirette per merce acquistata e non venduta, spese di viaggio sostenute a vuoto, mancato incasso della giornata, oltre a un'incertezza operativa legata a decisioni comunicate con scarso preavviso e con criteri non omogenei tra Comuni limitrofi. Confesercenti sottolinea inoltre che il settore non dispone di ammortizzatori: la giornata persa resta un guadagno irrecuperabile, mentre restano da sostenere i costi fissi, l'occupazione di suolo pubblico e gli adempimenti fiscali. A pesare, secondo l'associazione, è anche il fatto che il suolo pubblico per le giornate annullate viene comunque corrisposto in anticipo dagli operatori.
ANVA Confesercenti chiede ai Comuni provvedimenti immediati: verifiche attente, anche nella mattinata stessa, sulla reale praticabilità delle aree mercatali prima di procedere agli annullamenti, oltre a interventi mirati sui suoli pubblici già riscossi preventivamente dalle amministrazioni. L'associazione si domanda inoltre perché nessun Comune abbia previsto forme di rimborso o indennizzo per i suoli pubblici già versati.
La questione, fa sapere Confesercenti, è stata portata anche all'attenzione della Regione Toscana, chiamata a prevedere ristori adeguati per una situazione che l'associazione definisce ormai di calamità per le tasche degli operatori ambulanti.



