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Agliana e il distretto della maglieria: cosa resta di un'economia storica

Decine di maglifici attivi ad Agliana, ma il settore tessile del distretto pratese-pistoiese è ancora in calo nel 2025 secondo Confindustria Toscana Nord.

Parco Pertini Agliana
Foto d'archivio · Foto Alberto Pascucci / Wikimedia Commons, CC BY 3.0
In breve
  • La maglieria
  • nello specifico
  • mostra segnali di tenuta con l'export in crescita dell'1
  • 5% nel terzo trimestre 2025

Agliana è da decenni uno dei comuni simbolo della maglieria pistoiese, parte di quel distretto tessile che si estende tra Prato e la Piana pistoiese e che resta, nonostante tutto, uno dei poli manifatturieri più rilevanti d'Europa nel settore moda. Oggi il territorio comunale conta ancora un numero significativo di aziende attive nella produzione di maglieria, molte delle quali a conduzione familiare e con sede storica nelle stesse vie - Salcetana, Settola, Terracini - che per generazioni hanno ospitato il cuore produttivo del paese.

Le aziende ancora attive

Tra le realtà presenti sul territorio figurano maglifici storici come Ites, Aretex, Lady B., oltre a numerose piccole imprese a conduzione familiare come Bonacchi, Francy & Co., Maglificio Romano, Maglificio Beby e la Tessitura a Maglia L.M. di Carpini. Accanto a queste, operano aziende specializzate come il Maglificio Ro.ma., che secondo i dati di bilancio disponibili occupa 24 dipendenti e ha realizzato un fatturato di circa 1,4 milioni di euro. Si tratta in larga parte di imprese di piccole dimensioni, spesso a carattere artigianale, che lavorano sia in conto proprio sia in conto terzi per i grandi marchi della moda.

Il contesto del distretto: numeri in flessione ma con segnali di tenuta

Il quadro generale in cui si muovono le aziende aglianesi resta complesso. Secondo i dati del Centro Studi di Confindustria Toscana Nord, nel terzo trimestre 2025 il tessile ha segnato -2,3% rispetto al 3° trimestre 2024 che a sua volta aveva registrato -8,3%. Guardando al confronto con il periodo pre-pandemico, il 2024 aveva chiuso con un -21,2% per il tessile rispetto al 2019, in linea col dato italiano, e un -11% per l'abbigliamento-maglieria.

Sul fronte occupazionale, la crisi ha pesato soprattutto in termini di ammortizzatori sociali: nel 2025, nel confronto con il 2024, le ore di Cassa Integrazione Guadagni nel settore tessile risultano in diminuzione, pur restando su livelli significativi, con 1.541.684 ore autorizzate nel corso dell'anno, in calo di 271.111 ore rispetto all'anno precedente.

Non mancano però segnali di tenuta specifici per la maglieria: nel terzo trimestre 2025 il comparto torna a crescere sul fronte export (+2,6%), mentre la maglieria registra un incremento più contenuto (+1,5%). Un dato che, seppure contenuto, indica come il segmento in cui sono specializzate molte imprese aglianesi stia reagendo meglio rispetto ad altri comparti della filiera tessile, come il meccanotessile, in difficoltà più marcata.

La presidente di Confindustria Toscana Nord, Fabia Romagnoli, ha descritto la fase attuale del distretto come una "contrazione relativamente modesta", pur restando "ancora lontani dal poterci tirare fuori dal guado", sottolineando la necessità di una politica industriale più strutturata da parte della Regione Toscana.

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