Pistoia, Fratelli d'Italia attacca il sindaco sulla gestione dell'allerta arancione
Capecchi e Pelagalli (FdI) contestano la chiusura delle scuole decisa dal sindaco e chiedono chiarezza su personale ATA e comunicazione.

- Fratelli d'Italia smentisce che il sindaco fosse vincolato dal vecchio piano di protezione civile
- Il piano attuale lascerebbe piena discrezionalità al sindaco sulla chiusura delle scuole in caso di allerta arancione
- Critiche sulla disparità tra sospensione delle lezioni e obbligo di presenza per il personale ATA
- Contestata la mancata comunicazione della decisione sui canali social personali del sindaco
PISTOIA – La gestione della chiusura delle scuole durante l'allerta meteo arancione finisce al centro di uno scontro politico in Consiglio comunale. Francesca Capecchi, capogruppo di Fratelli d'Italia, e il presidente della Commissione consiliare 2, Pelagalli, hanno diffuso una nota congiunta in cui contestano la ricostruzione fornita da assessore e consiglieri di maggioranza sulle responsabilità della decisione.
Secondo i due esponenti del centrodestra, l'affermazione per cui il sindaco sarebbe stato costretto a chiudere le scuole sulla base del vecchio piano di protezione civile è priva di fondamento. "L'attuale piano di protezione civile parla chiaro: è a totale discrezione del Sindaco decidere se chiudere o meno i plessi scolastici in caso di allerta arancione", scrivono Capecchi e Pelagalli, precisando di non voler entrare nel merito della scelta compiuta ma di pretendere che il primo cittadino se ne assuma la responsabilità.
I due consiglieri parlano di "un copione già visto: ogni volta che questa amministrazione subisce delle critiche, preferisce scaricare la colpa su qualcun altro o sul passato, anziché rispondere delle proprie azioni".
Le due incongruenze contestate
La nota solleva due punti critici nella gestione dell'emergenza. Il primo riguarda il personale scolastico non docente: "Nell'ordinanza firmata si parla esplicitamente di 'sospensione delle attività didattiche' e non di 'chiusura della scuola'. Se esiste un rischio effettivo per l'incolumità delle persone, per quale motivo i docenti e gli studenti restano a casa, mentre il personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) è tenuto a recarsi regolarmente sul posto di lavoro?". Per Capecchi e Pelagalli "la sicurezza o vale per tutti o non è una vera emergenza".
Il secondo punto riguarda la comunicazione istituzionale. I due consiglieri evidenziano che il sindaco non avrebbe utilizzato i propri canali social personali per informare la cittadinanza, affidandosi esclusivamente alla pagina istituzionale del Comune, e definiscono questa scelta priva di coordinamento nella diffusione capillare delle informazioni.
Nella parte conclusiva della nota, Capecchi e Pelagalli chiedono "chiarezza, trasparenza e soprattutto un'amministrazione che sappia guidare la città nei momenti critici senza cercare continui alibi".
La polemica arriva dopo i giorni di allerta meteo arancione che hanno portato alla sospensione delle attività didattiche in diverse scuole della città di Pistoia e della provincia.


