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Pieve a Nievole, il Consiglio comunale approva all'unanimità la mozione sul "Signal for help"

Il Consiglio comunale ha approvato una mozione su prevenzione della violenza di genere ed educazione, ampliata da un emendamento della giunta accolto da tutti i gruppi.

Pieve a Nievole, il Consiglio comunale approva all'unanimità la mozione sul "Signal for help"
Foto User:Fluctuat / Wikimedia Commons, CC BY 2.5
In breve
  • Mozione di opposizione su diffusione del Signal for help approvata all'unanimità
  • L'amministrazione, con l'assessore Pellegrini, ha aggiunto un impegno su educazione e prevenzione
  • Tra gli strumenti previsti percorsi di educazione sesso-affettiva nelle scuole
  • Spunto dal caso di una 18enne a Firenze che ha usato il gesto per chiedere aiuto

Il Consiglio comunale di Pieve a Nievole ha approvato all'unanimità una mozione sulla prevenzione della violenza di genere, incentrata sulla diffusione del "Signal for help", il gesto internazionale che permette a una persona in pericolo di chiedere aiuto in modo silenzioso. Il testo era stato presentato dai gruppi di opposizione Centrodestra per Pieve e Gruppo misto e ha ottenuto il voto favorevole di tutti i consiglieri dopo un emendamento proposto dalla giunta.

La proposta originaria prendeva spunto da un episodio avvenuto di recente a Firenze, dove il "Signal for Help", gesto internazionale di richiesta di aiuto per la prevenzione della violenza di genere, è semplice, dura pochi secondi, riconoscerlo può richiederne uno solo, sapere come agire può fare la differenza: una ragazza diciottenne, trovandosi in pericolo all'interno di un esercizio commerciale, era riuscita ad attirare l'attenzione di un passante proprio attraverso quel gesto, permettendo l'attivazione dei soccorsi.

L'emendamento della giunta

L'assessore alle Pari opportunità Abel Pellegrini ha proposto di ampliare la portata dell'atto, affiancando alla capacità di intervenire nelle emergenze un impegno più ampio su prevenzione, educazione e costruzione di relazioni sane. L'integrazione, accolta anche dai promotori della mozione, prevede un impegno a sollecitare il miglioramento della normativa nazionale sul tema e rafforza il ruolo dell'educazione delle nuove generazioni, con al centro il consenso, il rispetto, la libertà personale e il riconoscimento dei primi segnali di controllo nelle relazioni. Tra gli strumenti indicati figurano anche percorsi di educazione sesso-affettiva nelle scuole.

"Conoscere un gesto che può consentire a una persona di chiedere aiuto è importante e può fare la differenza. Ma come istituzioni abbiamo il dovere di lavorare anche molto prima che si presenti una situazione di pericolo", ha dichiarato l'assessore Pellegrini, sottolineando la necessità di rendere chiari tra i giovani il significato del consenso e la differenza tra affetto e possesso.

"Una società davvero inclusiva non è soltanto quella che sa intervenire quando si verifica una violenza. È quella che educa le persone a rispettarsi, che insegna ai giovani che nessuno possiede nessuno", ha concluso Pellegrini, evidenziando la doppia natura dell'impegno approvato: diffusione del Signal for help da un lato, investimento su prevenzione ed educazione al rispetto dall'altro.

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