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Pescia, Di Vita: «Serve una zona rossa come a Montecatini»

Il presidente del consiglio comunale di Pescia chiede al sindaco un incontro urgente con prefetto e questore e, se necessario, una zona a vigilanza rafforzata.

Pescia, Di Vita: «Serve una zona rossa come a Montecatini»
Foto Fraefe / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il presidente del consiglio comunale di Pescia, Maurizio Di Vita, denuncia un peggioramento della sicurezza nei quartieri storici
  • Chiede al sindaco di convocare un incontro con prefetto, questore e forze dell'ordine
  • Propone, se necessario, l'istituzione di una zona rossa sul modello di Montecatini Terme
  • Invoca anche un coinvolgimento del Ministero dell'Interno per potenziare l'organico di agenti

Il presidente del consiglio comunale di Pescia, Maurizio Di Vita, torna a sollevare il tema della sicurezza urbana e chiede un intervento immediato da parte delle istituzioni, ipotizzando l'istituzione di una zona rossa in città. Lo rende noto lo stesso Di Vita in una dichiarazione diffusa mercoledì 30 settembre 2026.

«Non c'è più tempo da perdere – afferma Di Vita –. I cittadini non si sentono più sicuri e la piaga della delinquenza sta dilagando, soprattutto nei quartieri storici della città». Secondo il presidente del consiglio comunale è necessario un confronto urgente tra le istituzioni locali e gli organi preposti alla sicurezza pubblica.

La richiesta al sindaco

Di Vita si rivolge direttamente al primo cittadino di Pescia: «Invito il sindaco a convocare solertemente un incontro con il prefetto e il questore, insieme a tutte le altre rappresentanze delle forze dell'ordine». L'obiettivo indicato è valutare interventi concreti per rafforzare la presenza delle forze dell'ordine nelle aree della città maggiormente interessate dai fenomeni di criminalità.

Il modello Montecatini

Il riferimento esplicito è alla zona a vigilanza rafforzata istituita a Montecatini Terme, nota come "zona rossa". «Se necessario – prosegue Di Vita – va istituita la zona rossa, come a Montecatini, coinvolgendo anche il Ministero dell'Interno al fine di potenziare l'organico di agenti da coinvolgere in questa operazione».

A Montecatini Terme il provvedimento era stato adottato dal prefetto di Pistoia a gennaio 2026 nell'area tra la stazione ferroviaria Centro e la basilica di Santa Maria Assunta, per poi essere più volte prorogato nel corso dell'anno con l'estensione del perimetro fino a comprendere anche la zona della movida di viale IV Novembre. Il provvedimento dispone restrizioni e allontanamenti nei confronti di soggetti già denunciati per reati gravi nelle aree interessate, nell'ambito della normativa nazionale sulle zone a vigilanza rafforzata.

La proposta di Di Vita si traduce quindi nella richiesta di un coordinamento più stretto tra Comune di Pescia, Prefettura, Questura, forze dell'ordine e Governo per affrontare la questione della sicurezza e rispondere alle preoccupazioni espresse dai cittadini. Al momento non risultano repliche del sindaco di Pescia alla sollecitazione.

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