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Premio Pistoia Teatro, Pietro Lulli corregge la ricostruzione storica

Pietro Lulli, storico curatore del premio, contesta la versione pubblicata da una rivista locale sulla nascita del riconoscimento legato a Jorio Vivarelli.

Premio Pistoia Teatro, Pietro Lulli corregge la ricostruzione storica
Foto Valentino1 / Wikimedia Commons, CC BY 3.0
In breve
  • Il Teatro Manzoni è chiuso per un restauro da oltre 14 milioni di euro che durerà alcuni anni

PISTOIA – Una ricostruzione storica ritenuta imprecisa e la proposta di restituire alla città le maschere bronzee realizzate dallo scultore Jorio Vivarelli per il Premio Pistoia Teatro, oggi conservate a Montale. È quanto emerge da un intervento pubblico firmato da Pietro Lulli, che dichiara di aver seguito il premio fin dalla nascita e di averne curato personalmente l'ultima edizione in accordo con la Fondazione Vivarelli.

Lulli contesta in particolare quanto scritto in un articolo dedicato alla storia del riconoscimento, secondo cui il premio sarebbe nato dalla costituzione di un gruppo di dipendenti della Breda Costruzioni Ferroviarie chiamato "Amici del Vallecorsi". Secondo la ricostruzione di Lulli, invece, il gruppo Amici del Vallecorsi fu costituito ben prima della nascita del Pistoia-Teatro, quando l'azienda pistoiese era denominata OMFP, Officine Meccaniche Ferroviarie Pistoiesi, e la nascita del premio si dovrebbe in parte anche al sostegno dell'allora Ente provinciale per il Turismo, non menzionato nell'articolo contestato.

Lulli precisa inoltre che il riconoscimento non consisteva in una scultura raffigurante un singolo attore famoso scelto a priori, ma nella realizzazione del busto dell'interprete scelto dal pubblico dei teatri, inizialmente del Metastasio di Prato e della Pergola di Firenze, e in seguito anche del Manzoni di Pistoia, indipendentemente dalla notorietà dell'attore premiato.

Le maschere in bronzo, realizzate da Vivarelli e un tempo esposte nel teatro pistoiese, sono rimaste nella sede solo per un breve periodo prima di essere rimosse e in seguito ricollocate in deposito presso la Villa Smilea di Montale. Lulli riferisce di essersi recato dal sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi per proporre una collocazione definitiva delle opere nel nuovo Teatro Manzoni, dove erano originariamente destinate, approfittando dei lavori di restauro in corso sull'edificio.

Il Teatro Manzoni è chiuso dalla primavera 2026 per un intervento di riqualificazione da 14,5 milioni di euro che prevede interventi antisismici, nuovi impianti e il ripristino della fossa orchestrale, con risorse messe a disposizione da Ministero della Cultura, Fondazione Caript, Intesa Sanpaolo, Comune di Pistoia e Regione Toscana. I lavori dureranno alcuni anni, nel frattempo la programmazione si è spostata su altri teatri della provincia.

Lulli conclude sottolineando che il merito di aver riportato attualità al premio, dopo anni in cui era caduto nell'oblio, va attribuito all'impegno della Fondazione Vivarelli.

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