Pistoia, le Giornate FAI d'Autunno aprono il complesso di Sant'Ignazio
In occasione delle Giornate FAI d'Autunno aperto al pubblico il complesso seicentesco con chiesa barocca, orto urbano e Accademia Gherardeschi.

- Nella chiesa conservati due organi storici, Ghilardi e Hermans, in fase di restauro
PISTOIA - In occasione delle Giornate FAI d'Autunno, l'associazione ha aperto al pubblico il complesso di Sant'Ignazio, nel cuore del centro storico di Pistoia, con visite guidate curate dai volontari. L'iniziativa ha permesso di accedere ad ambienti solitamente non visitabili liberamente, come il giardino retrostante la chiesa oggi denominata dello Spirito Santo.
Dalle origini gesuite al collegio
Il complesso ha origini seicentesche: nel 1641 i Padri gesuiti, già presenti da anni a Pistoia presso la chiesa di San Leone e sostenuti dai Rospigliosi del futuro papa Clemente IX, acquistano dalla famiglia Cellesi un gruppo di case con giardino che in seguito sono trasformate nel complesso religioso di Sant'Ignazio, dal nome del fondatore dell'ordine, con il doppio cantiere della chiesa e dell'annesso collegio. La visita parte dalle salette interne, un tempo abitazioni private adattate a uso religioso e scolastico, oggi utilizzate come biblioteche e uffici.
Il giardino urbano e l'Accademia Gherardeschi
Il percorso prosegue nel giardino, che ancora oggi conserva un piccolo boschetto di piante di bambù, un ulivo, alcuni alberi da frutto e uno splendido pergolato di viti, testimonianza dell'antico uso come orto per la mensa del collegio.
L'ex cappella del collegio ospita dal 2003 l'Accademia Internazionale d'Organo e di Musica Antica "Giuseppe Gherardeschi", una scuola di musica fondata nel 1975 per iniziativa dell'organista Don Umberto Pineschi, tuttora presidente dell'istituzione. Tra gli strumenti conservati, un organo da studio, un clavicembalo italiano, un clavicembalo fiammingo, un fortepiano e un cembalo traverso del 1731 firmato da Giovanni Ferrini, allievo di Bartolomeo Cristofori.
Gli organi e l'arte barocca
La sacrestia custodisce un organo ottocentesco completo, mentre nella navata unica della chiesa si trovano due balconcini contrapposti sui due lati della navata unica, costruiti proprio allo scopo di ospitare e di mettere in risalto i due organi, quello Ghilardi e quello Hermans, attualmente in fase di restauro. L'interno colpisce per l'eleganza barocca e l'ampio uso di marmi colorati, secondo i modelli romani di ispirazione berniniana.
La visita si conclude con le opere d'arte della navata e delle cappelle laterali, tra cui le tele di Ottaviano Dandini e il monumento funebre di Caterina Rospigliosi Banchieri, nipote di papa Clemente IX.



